Settimana contro la violenza


E’ partita la “Settimana contro la violenza” una iniziativa dei ministri Gelmini e Carfagna che si concluderà domenica 18 ottobre che promuove una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione nelle scuole contro il fenomeno del bullismo. Negli ultimi 12 mesi, sono stati segnalati trecentodue casi, senza distinzione di sesso, è in forte crescita il cosidetto “bullismo rosa”.
E’ previsto, inoltre, un concorso, rivolto agli studenti per la realizzazione della campagna di comunicazione “Io dico no alla violenza”, i cui elaborati dovranno essere inviati entro il primo febbraio 2010 su temi legati al contrasto di ogni forma di violenza fisica e psicologica da diffondere in tutte le scuole e attraverso le principali testate giornalistiche e televisive.

  • Share/Bookmark

Baci vietati a scuola, l’iniziativa di un liceo per prevenire contagio dell’influenza A


L’approssimarsi dell’apertura delle scuole sta gettando nel panico moltissimi tra insegnanti e studenti, che potrebbero aver a che fare loro malgrado con la fantomatica influenza A. Questo virus si trasmette principalmente per via aerea, ed è per questo che è meglio limitare i “contatti” con altre persone, soprattutto in luoghi chiusi e molto affollati. Dal Liceo scientifico Isacco Newton di Roma parte l’inizativa del preside che vieta baci affettuosi a scuola.

Nessun provvedimento disciplinare. Non vogliamo punire gli studenti ma solo sensibilizzarli su un problema” – ha dichiarato in una intervista Mario Rusconi, presidente romano dell’Associazione nazionale presidi – “Questa misura profilattica non è nata pensando soltanto ai fidanzatini che si baciano nei corridoi, quanto proprio a un modo di socializzare dei giovani. Prima di entrare a scuola, ad esempio, gli studenti baciano gli amici e anche le bidelle. E se una mia circolare può evitare che questi scambi di affetto siano la causa della diffusione del virus della nuova influenza sono ben contento di essere il primo ad averla approvata. Sappiamo come avviene il contaggio e nel mio piccolo ho deciso di dare il mio contributo”.

  • Share/Bookmark

Professoressa diffamata sul social network Facebook, pericolo per la privacy?


Ai miei tempi quando un professore ti stava antipatico, lo si prendeva in giro con i compagni di classe all’ora della ricreazione facendogli una imitazione che prendeva di mira le sue caratteristiche e finiva lì con grandi risate per tutti.
Oggi nell’epoca di internet tutto ciò è solo un lontano ricordo sbiadito. Un’altra generazione. E’ di questi giorni la notizia che a Piacenza una professoressa è stata insultata su Facebook da cinque suoi studenti minorenni. I ragazzi, tutti minorenni, avevano creato un gruppo apposito all’interno del social network, pubblicando illecitamente una fotografia della donna e ricoprendola di insulti. Il gruppo di ragazzi età compresa tra i 14 ed i 15 anni è incappato nella denuncia della professoressa che si è accorta di essere suo malgrado protagonista del web con commenti ingiuriosi, accessibili a tutti sulla sua persona, i ragazzi avevano anche pubblicato la fotografia della professoressa senza il consenso dell’interessata. La donna ha sporto denuncia presso la Polizia Postale, che ha rintracciato i giovani per mezzo dei loro profili su Facebook. Anche un sesto ragazzo aveva partecipato alla creazione del gruppo, ma non avendo ancora compiuto i 14 anni al momento del misfatto, non è stato possibile coinvolgerlo nella denuncia. Gli studenti, e per il fatto di essere minorenni, i loro genitori dovranno rispondere di diffamazione, e dovranno risarcire l’insegnante.
Alcune riflessioni. La colpa tutto sommato è di chi non vigila sul contenuto dei profili soprattutto se di dominio pubblico. In questo caso Facebook non ha tenuto conto della violazione della privacy dell’insegnante e non ha vigilato sul tipo di contenuto. E’ una “lezione” che dovrebbe imparare per controllare che l’uso del social network sia lecito e non uno strumento per diffamare qualcuno. Inoltre questi colossi del web garantiscono sul serio la tutela della privacy dei loro iscritti? Tutti i dati personali che sono contenuti nei loro data base, sono o non sono un archivio online “mondiale” a cui chiunque può accedere?

  • Share/Bookmark

Usa, i giovani si sentono invincibili e snobberebbero i vaccini

I ricercatori di tutto il mondo sono al lavoro su vaccini “scudo” contro le malattie sessualmente trasmessibili, dall’Hiv all’herpes. E presto sieri mirati per alcune di queste patologie potrebbero essere disponibili. Ma, secondo uno studio dell’Università del Missouri (Usa), sembra che molti giovani, sentendosi quasi “invulnerabili” fisicamente, difficilmente faranno ricorso, ad esempio, a un vaccino anti-Hiv. “Precedenti ricerche hanno cercato di valutare l’inclinazione verso comportamenti rischiosi da parte dei ragazzi, ma questo studio è l’unico a considerare la sensazione di invulnerabilità degli studenti di college nei confronti di misure preventive o protettive per la salute”, spiega Russel Ravert, autore della ricerca pubblicata sull’American Journal of Health Behavior. Nello studio, E’ stato esaminato un gruppo di giovani studenti di college (l’equivalente della nostra università), indagando sulla loro reazione di fronte a possibili minacce fisiche o psicologiche. Così i ricercatori hanno classificato i ragazzi, scoprendo che quanti si sentivano fisicamente “intoccabili” dalle malattie, molto probabilmente avrebbero snobbato un vaccino per proteggersi contro le malattie sessualmente trasmesse. Discorso diverso per i coetanei che temono minacce fisiche, ma si sentono assolutamente sicuri dal punto di vista psicologico. Questi ultimi, infatti, che non si curano dei giudizi altrui, sono più inclini a proteggersi, infischiandosene dello stigma che può essere associato all’idea di un vaccino anti-Hiv.

  • Share/Bookmark
  • Loading...


    • Caricamento..
  • Recupera la Password



  • Articoli più commentati

  • Articoli più letti

  • AddThis Feed Button