Festini a base di sesso coinvolti minori organizzati sul web!

YoungLine ha sempre un’occhio sulla cronaca giovanile e la storia che sta rimbalzando sui media in queste ore è davvero brutta.
Si chiama “Messenger”, ma non è il noto sistema per chattare con gli amici, in questo caso si tratta di un’operazione di polizia che ha scoperto che sul web venivano organizzati festini a base di sesso e droga tra adolescenti ad Ascoli Piceno; e il web era lo strumento per organizzare queste “riunioni” o contattare gli spacciatori. A questi festini prendeva parte una comitiva di 13 persone, giovani tra i 14 e i 20 anni e si svolgevano in un appartamento messo a disposizione da uno dei ragazzi, per sballarsi quando si saltavano le lezioni scolastiche.

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Sesso a scuola per comprarsi l’iPod


Che i giovani di oggi siano più svegli rispetto a qualche generazione fa lo si deve al fatto che il progresso economico, il boom della pubblicità e icone pop sbagliate fanno di loro dei piccoli individui senza coscienza pronti a tutto per ottenere uno scopo.
Si può leggere sotto questi termini l’usanza di ragazze, ma anche ragazzi, che in cambio di sesso a scuola – cresce anche il fenomeno online, vendono “prestazioni” per denaro per acquistarsi vestiti, cellulari etc…
Si è perso il comune senso del pudore, in un paese come l’Italia fortemente cattolico che però sfocia nel bigottismo patetico di voler vedere solo quello che c’è da vedere. No alle coppie omosessuali, si alle 14 enni che in un bagno della scuola se la fa con un intero gruppo di ragazzi?
Suvvia cerchiamo di essere più onesti con noi stessi. Gli adolescenti di oggi sono il frutto dell’eccesso consumistico, vittime inconsapevoli (o forse no?).

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iPod fatale: travolta e uccisa dal treno in provincia di Roma


Ilenia era una 17enne che come tante altre sue coetanee ascoltava la musica con l’iPod. Stavolta però le dolci note che le tenevano compagnie si sono trasformate in un requiem di morte. Scavaldando un passaggio a livello e attraversando i binari non si è accorta del treno in arrivo che l’ha travolta e uccisa. Tutto questo è successo ieri nei pressi della stazione di Lavinio, vicino Anzio, in provincia di Roma.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Anzio, intervenuti sul luogo dell’incidente, quando la ragazza ha attraversato i binari il passaggio a livello era chiuso, la 17enne, quindi, potrebbe non essersi resa conto che il treno era in arrivo perché stava ascoltando la musica con l’iPod.
C’è da dire che il padre della giovane in molti tg ha dichiarato della pericolosità di quel passaggio a livello più volte segnalato alle istituzioni competenti.

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Professoressa diffamata sul social network Facebook, pericolo per la privacy?


Ai miei tempi quando un professore ti stava antipatico, lo si prendeva in giro con i compagni di classe all’ora della ricreazione facendogli una imitazione che prendeva di mira le sue caratteristiche e finiva lì con grandi risate per tutti.
Oggi nell’epoca di internet tutto ciò è solo un lontano ricordo sbiadito. Un’altra generazione. E’ di questi giorni la notizia che a Piacenza una professoressa è stata insultata su Facebook da cinque suoi studenti minorenni. I ragazzi, tutti minorenni, avevano creato un gruppo apposito all’interno del social network, pubblicando illecitamente una fotografia della donna e ricoprendola di insulti. Il gruppo di ragazzi età compresa tra i 14 ed i 15 anni è incappato nella denuncia della professoressa che si è accorta di essere suo malgrado protagonista del web con commenti ingiuriosi, accessibili a tutti sulla sua persona, i ragazzi avevano anche pubblicato la fotografia della professoressa senza il consenso dell’interessata. La donna ha sporto denuncia presso la Polizia Postale, che ha rintracciato i giovani per mezzo dei loro profili su Facebook. Anche un sesto ragazzo aveva partecipato alla creazione del gruppo, ma non avendo ancora compiuto i 14 anni al momento del misfatto, non è stato possibile coinvolgerlo nella denuncia. Gli studenti, e per il fatto di essere minorenni, i loro genitori dovranno rispondere di diffamazione, e dovranno risarcire l’insegnante.
Alcune riflessioni. La colpa tutto sommato è di chi non vigila sul contenuto dei profili soprattutto se di dominio pubblico. In questo caso Facebook non ha tenuto conto della violazione della privacy dell’insegnante e non ha vigilato sul tipo di contenuto. E’ una “lezione” che dovrebbe imparare per controllare che l’uso del social network sia lecito e non uno strumento per diffamare qualcuno. Inoltre questi colossi del web garantiscono sul serio la tutela della privacy dei loro iscritti? Tutti i dati personali che sono contenuti nei loro data base, sono o non sono un archivio online “mondiale” a cui chiunque può accedere?

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Giovani&Cronaca: 16enne in Corsica stermina la sua famiglia

Per l’efferatezza del delitto è difficile pensare che possa trattarsi di un ragazzo di sedici anni. Eppure è stato lui ad uccidere a colpi di fucile i genitori e i due fratelli gemelli di dieci anni ad Albitreccia, nella Corsica meridionale. Il ragazzo è attualmente sotto interrogatorio dalla polizia.
Secondo le prime ricostruzioni il folle gesto sarebbe stato compiuto mentre le vittime dormivano. Il giovane avrebbe, poi, vagato per tutto il giorno ed è stato un suo amico, col quale si era confidato a dare l’allarme ieri mattina. Ancora ignote le motivazioni.

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