Scritto Martedì 22 Settembre 2009 da Bruno Cairo

Che l’adolescenza sia un età in cui si possono verificare dei cambiamenti dell’io per quanto riguarda il sesso era abbastanza noto. Eppure non si finisce mai di stupirsi. Pensate che in Inghilterra un bambino è tornato a scuola dalle vacanze trasformato in bambina e presto inizierà la terapia per il cambio di sesso. Solo 12 anni e presto comincerà la terapia ormonale per prepararsi all’operazione e come molti affermano a diventare il transessuale più giovane al mondo. Anche se al momento a detenere questo “record” è la popstar tedesca Kim Petras che alla stessa età ha cominciato il suo percorso fino all’operazione a 16 anni.
Fin qui niente di male, perchè ognuno è libero di agire come meglio crede della propria vita, anche se in questi casi occorrerebbe quanto meno attendere un’età più adulta e far prendere al bambino la decisione, che al momento è per forza di cose guidata anche dai genitori. «Vogliamo il meglio per nostra figlia. Stiamo collaborando con alti enti per garantire il suo benessere», ha dichiarato la madre al Sun. Ed infatti molte polemiche ci sono nell’istituto dove studia, gli altri genitori non sono stati avvertiti per tempo comunicando la sconcertante novità ai figli nel corso dell’assemblea di inizio anno.
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Scritto Domenica 23 Agosto 2009 da Bruno Cairo

Ai miei tempi quando un professore ti stava antipatico, lo si prendeva in giro con i compagni di classe all’ora della ricreazione facendogli una imitazione che prendeva di mira le sue caratteristiche e finiva lì con grandi risate per tutti.
Oggi nell’epoca di internet tutto ciò è solo un lontano ricordo sbiadito. Un’altra generazione. E’ di questi giorni la notizia che a Piacenza una professoressa è stata insultata su Facebook da cinque suoi studenti minorenni. I ragazzi, tutti minorenni, avevano creato un gruppo apposito all’interno del social network, pubblicando illecitamente una fotografia della donna e ricoprendola di insulti. Il gruppo di ragazzi età compresa tra i 14 ed i 15 anni è incappato nella denuncia della professoressa che si è accorta di essere suo malgrado protagonista del web con commenti ingiuriosi, accessibili a tutti sulla sua persona, i ragazzi avevano anche pubblicato la fotografia della professoressa senza il consenso dell’interessata. La donna ha sporto denuncia presso la Polizia Postale, che ha rintracciato i giovani per mezzo dei loro profili su Facebook. Anche un sesto ragazzo aveva partecipato alla creazione del gruppo, ma non avendo ancora compiuto i 14 anni al momento del misfatto, non è stato possibile coinvolgerlo nella denuncia. Gli studenti, e per il fatto di essere minorenni, i loro genitori dovranno rispondere di diffamazione, e dovranno risarcire l’insegnante.
Alcune riflessioni. La colpa tutto sommato è di chi non vigila sul contenuto dei profili soprattutto se di dominio pubblico. In questo caso Facebook non ha tenuto conto della violazione della privacy dell’insegnante e non ha vigilato sul tipo di contenuto. E’ una “lezione” che dovrebbe imparare per controllare che l’uso del social network sia lecito e non uno strumento per diffamare qualcuno. Inoltre questi colossi del web garantiscono sul serio la tutela della privacy dei loro iscritti? Tutti i dati personali che sono contenuti nei loro data base, sono o non sono un archivio online “mondiale” a cui chiunque può accedere?
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Scritto Lunedì 17 Agosto 2009 da Bruno Cairo
È una delle maggiori preoccupazioni degli adulti nell’era di Internet: che cosa cercano gli adolescenti quando si collegano alla Rete? Video su Youtube, social network, giochi, ma anche pornografia, secondo uno studio che ha analizzato 3,5 milioni di ricerche in tutto il mondo, realizzato dalla Symantec, che ha diffuso un software di monitoraggio dell’attività dei minori in Rete ed ha scoperto che le parole più cercate sono Google e Youtube. Sul portale video i ragazzi vanno alla ricerca dei contenuti più disparati: dai cartoni animati giapponesi ai video demenziali, fino ai compiti di matematica pronti. Ma se Youtube in cima alla lista dei siti più visitati, seguito da Google e Facebook, “non è una sorpresa”, come afferma Marian Merritt, sostenitrice del monitoraggio del web e madre di tre adolescenti, è invece allarmante scoprire che la quarta parola più digitata è “sesso”, subito prima di Myspace (quinto posto) e “porno” (al sesto posto). Tuttavia, ammette Merritt, “siamo stati tutti adolescenti e non ci stupisce che i ragazzi cerchino informazioni sul sesso ed abbiamo superato lo shock di sapere che su Internet circolano contenuti porno”. Nella top 100 delle ricerche degli adolescenti online non mancano il re del pop, Michael Jackson, l’asta online ebay, e la serie “Swimming with Fred”, finora cliccata ben 30.5 milioni di volte. Ma se questi video hanno spesso logiche tipiche da teenager, per lo più incomprensibili ad un pubblico adulto, il servizio di monitoraggio dovrebbe aiutare i genitori a migliorare la comunicazione con i figli, in un’epoca in cui il loro tempo trascorso online è sempre più lungo. Come sostiene Merritt, il monitoraggio, che peraltro non equivale a spiare, dato che i ragazzi ricevono avvisi mentre è in corso e messaggi quando entrano in «territori considerati off limits» dai genitori, aiuta anche nell’affrontare discorsi da sempre delicati: primi fra tutti il sesso e la pornografia.
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