Anoressia e Bulimia: ne soffre l’8% dei giovani laziali
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Un disturbo che fa paura, un disturbo che si nasconde al prossimo ma i cui risultati sono ben visibili a tutti.
Stiamo parlando dei disturbi legati all’alimentazione, tra i quali primeggiano anoressia e bulimia.
Si tratta di un fenomeno vastissimo: su internet i blog pro ana spopolano, con la pubblicazione di diari alimentari che conteggiano le quasi inesisteni calorie ingerite quotidianamente dalle propietarie dei blog. E, dall’altro lato, i media continuano a proprinarci modelli di donne e uomini alti, magri, dal fisico asciutto, statuario, perfetto.
La perfezione, questa sconosciuta. Perché la perfezione non risiede ceramente in un fisico asciutto. Ma molte volte anoressia e bulimia significano controllo. Controllo di almeno un aspetto della vita, quello alimentare, quando tutti gli altri ambiti sembrano scivolare dalle mani.
Ma la strada che questi disturbi legati al cibo ci fanno percorrere, se reiterata, ha un solo e fatale esito. Perché il corpo, per vivere, ha bisogno di nutrimento.
E ogni anno, cresce esponenzialmente la preoccupazione intorno a questo argomento. E, a proposito di questo, una recente ricerca, condotta dall’università di Roma Tor Vergata, ha reso noto che solo nel Lazio sono l’8% i giovani che soffrono di anoressia e bulimia. Si tratta di una ricerca condotta in alcune scuole superiori, all’interno delle quali sono stati riscontrati svariati casi di distrurbi nel comportamento ailmentare.
Di questo 8%, solo il 30% guarisce completamente. Della restante fetta analizzata, un terzo vede la cronicizzazione del disturbo, mentre i rimanenti migliorano, senza però riuscire ad uscirne completamente. A morire, è un giovane su 200. E sembra quasi assurdo che, nella società dei consumi quale quella in cui viviamo oggi, alcuni giovani si lascino letteralmente morire di fame.
E si tratta di un disturbo talmente diffuso, che l’anoressia nervosa è la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 20 anni.
Quale possa essere il rimedio a questa piaga, ancora non si sa ma, sicuramente, bisogna prima di tutto lottare.
Rimane da dire, poi, che la bellezza non sta tanto nel fisico asciutto e nell’estrema magrezza, quanto nel fascino che ciascuna persona possiede naturalmente.
FOTO – Tantasalute